Metodologie Educative

DEFINIZIONE

METODO: modo di procedere razionale per giungere a determinati risultati

TECNICA: insieme delle regole pratiche da applicare nell’esecuzione di una attività
In un processo educativo l’Educatore Professionale deve necessariamente partire da un presupposto di fiducia nell’utente riconoscendo i suoi bisogni e le sue aspettative evitando l’adattamento, ma facendo emergere il sommerso dell’utente

Cosa intendiamo per fiducia?

Adempiere agli obblighi esteriori non è sufficiente per meritare la fiducia. Presentarsi puntuali agli appuntamenti, rispettare gli impegni, mostrare sempre lo stesso atteggiamento, conferisce un’apparenza di impeccabilità, ma facilmente incrinabile: fa trapelare la preoccupazione di voler fornire un’immagine di sé professionale e rigorosa e di non voler investire nella relazione anche un lato più umano di sé.

 

Meritare la fiducia non implica aderire ad una linea rigidamente coerente, ma richiede autenticità e congruenza tra i sentimenti manifestati e quelli effettivamente provati.

Cosa definisce un processo educativo?

OBIETTIVO

Il raggiungimento di un intimo ideale”

Atto completo
(non impositivo)

Dimensione emozionale: atteggiamento socio-affettivo

Insieme dei comportamenti volti a facilitare la creazione di un positivo contatto socio-affettivo con l’educatore (rispetto, calore umano, considerazione, amore e all’opposto sotto forma di ostilità e di rifiuto)

Dimensione di trasparenza-congruenza-autonomia

Un alto grado di autenticità permette alle persone in relazione di agire in armonia con i propri sentimenti , le proprie esperienze ed i propri pensieri. Più semplicemente le relazioni interpersonali vengono facilitate quando le persone interagiscono in modo trasparente, congruente ed autentico.

Le competenze che garantiscono una gestione armonica ed equilibrata dell’autorità nella relazione ducativa sono: autorevolezza, amorevolezza e la congruenza-autenticità.

L’educatore è di conseguenza:

Guida autorevole: capace di organizzare gli interventi in vista dell’autonomia del soggetto in disagio, di orientare le attività in vista di un progetto di vita, di accompagnare il soggetto nella ricerca di soluzioni ai problemi esistenziali, di gestire con lui le situazioni di conflitto

Guida amorevole: capace di cogliere e rispettare il soggetto nella sua attuale situazione, di comprendere il suo mondo così come egli lo vede, di incoraggiare lo stesso attivando le sue risorse al fine di incrementare la fiducia e l’autostima, di stimolare la motivazione per un agire autonomo e responsabile.

Guida congruente e autentica: capace di rendere la comunicazione trasparente e interagire come persona vera e genuina, di gestire i disturbi comunicativi, di comprendere empaticamente le idee e le emozioni del soggetto, di comunicare la propria percezione e il proprio vissuto circa la realtà relazionale, di dare a lui supporto.

La relazione educativa

E’ importante che ogni azione educativa si basi su dei valori, al contrario il rischio è di produrre una educazione comportamentale.
I valori sono il “concime” della persona che permettono di attivare o innalzare la capacità discriminante favorendo la crescita del senso critico

La relazione educativa è una situazione di convergenza che coinvolge processi di crescita e di comunicazione, individuali, interpersonali e di gruppo.

Essa si distingue da qualsiasi altra relazione perché è fondata:

Sulla intenzionalità educativa

Sulla messa in atto di procedure e percorsi mirati al conseguimento di obiettivi educativi

L’educatore deve, attraverso la propria azione, “aiutare” il soggetto a distinguere ciò che può essere giusto per la propria dignità e ciò che non lo è, lasciando in ultimo al soggetto la libertà di scegliere .

 

 

Situazioni di dipendenza e di delega del potere ad un’autorità esterna sono proprie di una fase primitiva di sviluppo: secondo C. Rogers la maturità consiste infatti nella formazione di un sistema di valori individuali

(purché leciti)

Il valore

Autoefficacia

Le probabilità di riuscita

Fatalismo o razionalità

Autoefficacia (le capacità individuali)

La self-efficacy è la valutazione delle proprie capacità,

l’autoesame che ciascuno fa per verificare

le proprie probabilità di riuscire in un compito.

Secondo Bandura (1991) la self-efficacy è caratterizzata da tre aspetti:

  • Ampiezza: quanto si è competenti in un ambito
  • Forza: capacità di risollevarsi dopo un insuccesso
  • Generalizzabilità: in quanti ambiti ci si sente competenti

Probabilità di riuscita
(difficoltà oggettive e condizionamenti)

La valutazione delle probabilità di riuscita non dipende dalla difficoltà del compito, ma dalle esperienze del passato che condizionano le aspettative per il futuro e dalla motivazione a intraprendere un compito. Anche se il compito è arduo, il soggetto motivato non si lascia intimorire, ma è spinto a cimentarsi in esso ed è fiducioso nelle sue possibilità

Fatalismo o razionalità

Lo stile di attribuzione è la tendenza ad attribuire le cause degli eventi

a se stessi (alle proprie capacità, impegno, intelligenza)

o a circostanze esterne (fortuna, caso, persone)

Ci sono diverse combinazioni tra attribuzioni esterne o interne

ed eventi positivi o negativi:

  • Attribuire a se stessi sia i successi che gli insuccessi consente di riconoscere i propri meriti senza superbie e di affrontare gli insuccessi senza abbattersi potendo individuare gli errori e correggerli
  • Attribuire a se stessi i insuccessi, alle circostanze i successi produce vittimismo (sincero o strategico) oppure ostentazione di umanità
  • Attribuire a se stessi i successi, alle circostanze gli insuccessi produce vana gloria, delirio di onnipotenza e attribuzione di meriti infondati
  • Attribuire alle circostanze sia i successi che gli insuccessi fa si che la persona si senta in balia degli eventi assegnandosi passivamente a tutto ciò che accade (impotenza appresa)

La combinazione migliore è quella che sposta il baricentro di attribuzione in base ad un quadro obiettivo degli eventi.

Esistono accadimenti ingovernabili, nonostante la volontà di dirigerli: attribuirsene la responsabilità produrrebbe inutili sensi di colpa e di impotenza. Sono circostanze imprevedibili e dolorose e sentirsi coautori, vivendole come punizione di una presunta colpevolezza, sottrarrebbe energie per affrontarle.

Come possiamo aiutare?

EMPATIA

E’ la focalizzazione sul mondo interiore dell’interlocutore, è la capacità di intuire cosa si “agiti” in lui, come si sente in una situazione e cosa realmente provi al di la di quello che esprime verbalmente

Componenti dell’EMPATIA

Trasparenza

Comprensione empatica

Accettazione incondizionata

L’ascolto empatico

Trasparenza

E’ l’accordo tra i sentimenti manifestati e quelli realmente provati. Se l’interlocutore percepisce trasparenza si apre con fiducia, altrimenti si chiude difensivamente.

Trasparenza non significa rivelare impulsivamente tutti i sentimenti, ma implica il non simulare un sentimento quando in realtà se ne prova un altro, perché l’interlocutore capterebbe la dissonanza

Comprensione Empatica

E’ un particolare tipo di comprensione, sottile e complessa, che richiede una sensibilità molto fine e rara per essere attuata. Consiste nell’immedesimarsi nell’interlocutore per comprendere il suo punto di vista, senza assumerlo come proprio, ma mantenendo l’autocontrollo

 

E’ la capacità di leggere fra le righe, di captare le “spie” emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale riveste un evento per l’interlocutore, senza lasciarsi guarire dai propri schemi di attribuzione di significato.

Accettazione incondizionata

Consiste nell’astensione da valutazioni, da approvazioni o disapprovazioni e da correzioni. Essa implica la sospensione di giudizi morali sui sentimenti riferiti dall’interlocutore: l’ascoltatore non ne misura la conformità alle norme, né indica il modo giusto di comportarsi, né illustra la situazione oggettivamente per indurre l’Altro a rendersi conto di non averla affrontata con la dovuta maturità

Ascolto empatico

Non impone una direttiva, ma pone l’Altro nella condizione di esplorarsi per trovare la sua verità. L’educatore deve saper cogliere e comprendere il mondo esperienziale dell’utente e deve comunicare a quest’ultimo tale comprensione. L’utente sperimenta l’accettazione, la vicinanza e il supporto dell’educatore e diventa più consapevole delle sue difficoltà e delle risorse di cui dispone per superarle.

Aspetti positivi dell’ascolto empatico

E’ possibile facilitare nell’utente una maggiore autoesplorazione soprattutto in quelle situazioni nelle quali essi faticano ad entrare in contatto con le proprie esperienze e a discriminarle in modo differenziato

Rende l’educatore più sensibile ai bisogni ed alle aspettative dell’utente: fa si che il suo modo di interagire divenga più significativo ed efficace perché più rispondente al proprio mondo soggettivo

Permettere di cogliere il mondo dell’utente così come questi lo vive e lo sperimenta, senza dare valutazioni e giudizi, metacomunica accettazione e rispetto

Si riesce a comprendere meglio le difficoltà e i problemi dell’utente, potendo intervenire con maggiore efficacia.

La norma

Il concetto di valore riconduce al significato di “norma”.

Essa è la misura che il singolo o la società si infonde per poter vivere e sopravvivere nella medesima società

Norma costitutiva: data dall’uomo per mantenere ordine nei

valori della società

Norma prescrittiva: sanzione

Una azione educativa non si può esprimere se non sussiste una educazione alla norma. E’ necessario educare alla salvaguardia e al rispetto di sé e degli altri Per questo per poter essere “testimoni” e non modelli è necessario testimoniare la VALIDITA’ DEL VALORE

Attraverso la relazione trasmetto dei valori che devono essere interiorizzati al fine di produrre un “cambiamento” finalizzato alla crescita della persona nei “limiti” in cui essa versa

La motivazione

Definizione

Conflitto tra comportamento e movente

Attivazione delle motivazioni

Definizione di motivazione
(il movente del comportamento)

Le motivazioni sono moventi del comportamento, consci e inconsci. Il soggetto può essere convinto di aver compiuto una scelta per intima convinzione, in realtà intendeva compiacere persone della sua cerchia, oppure risultava condizionato da influenze talmente subdole da illudersi di avere scelto in piena libertà

Conflitto tra comportamento e movente (l’inganno delle apparenze)

Il comportamento non è uno specchio fedele delle reali motivazioni che ne stanno alla base. Ci sono comportamenti adottati per abitudine, senza un’adesione interiore, ci sono motivazioni che non innescano una “risposta manifesta”, cioè un comportamento visibile, ma vengono ruminate nell’animo, senza che nulla trapeli all’esterno.

Attivazione delle motivazioni
(quando nasce un desiderio)

Vale la legge dei contrari: una situazione attiva il bisogno della situazione opposta . Il bisogno di movimento sorge dopo una prolungata immobilità, quello di compagnia dopo una protratta solitudine, il bisogno di riposo dopo una intensa attività, quello di emozioni dopo un prolungato grigiore. Un altro fattore di attivazione è l’inizio del processo di soddisfazione: un piccolo assaggio innesca la fame. Iniziare ad ottenere riconoscimenti in un’attività fa crescere la dedizione verso essa (al contrario la mancanza di riconoscimenti può portare al BURN-OUT)

Il concetto di atteggiamento

Cosa sono gli atteggiamenti

Come si formano gli atteggiamenti

Da cosa dipende il cambiamento degli atteggiamenti

Il cambiamento congruente o incongruente

In che misura le informazioni fanno cambiare gli atteggiamenti

Quando gli altri cercano di cambiare i nostri atteggiamenti

L’influenzabilità

La personalità

Cosa sono gli atteggiamenti

Essi sono valutazioni positive o negative

di un oggetto e sono composti da:

  • Elementi cognitivi: convinzioni, credenze, pregiudizi e conoscenze sulla facilità di alcuni studi, la prestigiosità di alcune carriere ecc..
  • Elementi emotivi: basati su pregiudizi e stereotipi come l’interesse verso un settore o anche la noia o la fatica evocate da determinate professioni
  • Elementi conativi: cioè volontà di azione, modi di intervenire, comportamenti in cui si affronta preferibilmente una situazione o un argomento

Come si formano gli atteggiamenti

Un atteggiamento favorevole o sfavorevole si forma con la soddisfazione di un bisogno. I bisogni dipendono dalla personalità, ad esempio la valutazione positiva di un comportamento sportivo, di un hobby, di una moda, può essere dovuta a un bisogno di affiliazione. Oppure, persone depresse tendono a valutare positivamente le professioni di aiuto perché in questo modo si sentono utili, oppure, negli studenti appena diplomati, la scelta di una facoltà prestigiosa può soddisfare una motivazione di compiacimento verso i genitori.

Da cosa dipende il cambiamento degli atteggiamenti

Cambiano quando?

Si possiedono informazioni aggiuntive

Cambiano le motivazioni del comportamento, ad esempio cambiano i gruppi di riferimento

Erano determinati da una moda passeggera o soddisfacevano pochi bisogni e non prioritari

Il cambiamento congruente e incongruente

Congruente se si accresce la valenza, per cui un atteggiamento positivo diventa più positivo; gli atteggiamenti hanno la spontanea tendenza a intensificarsi

Incongruente se c’è una conversione da positivo a negativo. Questa è una circostanza molto più rara, in genere dovuta ad atteggiamenti motivati da mode, come il voler diventare un cantante perché colpito dal successo di un giovane cantante

Quando gli altri cercano di cambiare i nostri atteggiamenti

Quando un altro tenta di spiegare razionalmente a noi stessi l’inopportunità di un atteggiamento, può scatenare atteggiamenti rigidi e difensivi, come accade ad esempio quando si tenta di convincere un accanito fumatore a togliersi il vizio perché fa male alla salute. Ciò tende a scatenare una rabbioso irrigidimento difensivo che porterà il soggetto a difendere la propria legittimità a farsi del male.

Influenzabilità

Il soggetto tende, verso le informazioni in entrata, ad effettuare una comparazione per misurarne la conformità alle aspettative e alle convinzioni del suo gruppo e la loro eventuale approvazione.

Negli adolescenti è molto forte la motivazione affiliativa, per cui si tende a compiere scelte sia conformi all’immagine che gli altri hanno di sé sia a seguire amici nelle loro scelte. Spesso cambiando ambiente cittadino e sociale, anche l’intensità dell’affiliazione viene meno poiché cambiano le persone di riferimento e le scelte effettuate vanno incontro ad un ripensamento

La personalità

E’ formata da tratti stabili che concorrono alla soddisfazione dei bisogni attraverso cui si formano gli atteggiamenti. Il concetto di sé è composto non tanto da quello che si è, ma da quello che gli altri significativi pensano che noi siamo, cioè l’immagine sociale di sé, costruita dalle aspettative e dai giudizi delle persone di riferimento, e spesso ci si attribuisce capacità in base a ciò che ha ricevuto l’approvazione degli altri importanti. E’ importante quello che si pensa di essere, che si vuole diventare, che si pensa di diventare e di poter diventare .